Alessandro Ramberti, Ci sono momenti, Fara 2025
Lettura di Carla Malerba
Ci sono momenti è una raccolta densa di riflessioni orientate verso una forte ricerca di senso: infatti la silloge si apre con la prima sezione dal titolo “In cerca” significativa per la sua premessa che punta a interrogarsi sull’essere e sulla presenza di certi segnali che ci appaiono subito come tematiche dominanti.
“Guarda / basta parlare / e ci si trova qui / il racconto sospende / la memoria aderisce a percorsi nuovi / segue il ritmo della storia coi suoi tempi / le sue emozioni / e pause / mentre fuori accadono altre cose / e scorre un altro adesso / che è magari inverno / e dice di un agosto / in cui vengon giù le stelle.” (p. 15)
Questo senso dell’esistere circola nei versi e nei pensieri del poeta che plasma le sue sillogi e le conforma all’accadere, alle cose che ci sono state date, come già si leggeva in Enchiridion celeste (Ramberti, Fara 2023) i cui versi fanno sì che l’autore cerchi la bellezza di certe corrispondenze pur sapendo che niente rimane uguale a ieri, che tutto cambia, appare e scompare. In Ci sono momenti prosegue nel suo cammino di ricerca, talvolta faticoso, ma sempre appagante perché bastano certe immagini ad aprire strade di meditazione sull’esistenza che mai si possono dire scontate o intuizioni che invitano a soffermarsi dopo aver scorto varchi improvvisi di luce:
“La luce insinua le bifore dal / rosone un fascio indora il Crocifisso / con le braccia discese – il sole cala / i canti gregoriani circonfondono / le colonne e i pilastri come incenso / diventano avorio latente.” (p. 17)
I versi suggeriscono di intraprendere un cammino che sia ricco di riflessioni aperte a quei sentimenti che in noi si manifestano, dopo averne sentito l’urgenza, nelle mille sfaccettature di significato che si scorgono nei segni del cammino quotidiano, nel giorno appena sorto o tramontato. La motivazione è quella di essere vitali nel mondo assegnato, nella ricerca del passaggio di Francesco che ha saputo scorgere la santità dell’assegnazione all’uomo di una natura che rimanda allo Spirito.
La poesia di questo libro ha il compito straordinario di far cogliere a chi la sente compagna, aspetti inusuali dello spazio, sorrisi della luna, sentieri nuovi, ma anche turbamenti e incerte sensazioni ovvero “segnali imperfetti“ come il poeta stesso li chiama.
Ramberti sceglie per questa azzurra silloge – azzurra non solo per il colore della copertina, ma per la continua e potente forza di cogliere nel mondo parole la cui lettura ci rimanda a momenti di avvertita spiritualità – un titolo che è di per sé dichiarazione di poetica: Ci sono momenti e ripone in queste parole un intento che proviene dal saper ascoltare i segnali che sono collocati sul nostro cammino.
“Non solo te ho chiamato io chiamo molti / ma il suono del mio spirito ricerca / orecchi attenti” (p. 29)
Il verso scava, evidenzia il bisogno di risposta, la cerca nell’esperienza del viaggio:
“I luoghi visitati mi hanno inciso / fino a fare di me topografia”
Ci sono momenti è una raccolta che suggerisce ad ogni pagina un riferimento preciso: vi sono echi che rimandano a Francesco d’Assisi per la religiosa contemplazione della natura, al senso di smarrimento cosmico della pascoliana Vertigine, alla poetica cristiana di Mario Luzi.
La lettura di questi versi comporta la meditazione sulla nostra esistenza: essa sarebbe totalmente vana se non si udisse il richiamo; se, vagando nei luoghi del mondo, non si cogliesse l’eco della Parola nella bellezza di quanto ci circonda; se non si scoprisse l’esultanza del riconoscersi lungo la strada che si percorre e infine la gioia dell’abbandonarsi:
“Io ti dirò chi sono a braccia aperte / come un bambino fiducioso e attento /
all’essenziale. Tu sei la parabola / più bella tu sei il luogo della perla / la semplice e assoluta verità / di una sera che illumina il suo giorno.”(p. 55)
Poesie di Alessandro Ramberti tratte da Ci sono momenti
RIEPILOGO
Ci emoziona il risentire
con un trasporto diverso
i movimenti del nostro pensiero
o quelli piacevoli e dolenti della carne.
La vita è un fine
che non si può risolvere
un temporeggiare
l’ansia nascosta del respiro.
S. ANTIMO
La luce insinua le bifore dal
rosone un fascio indora il Crocifisso
con le braccia discese – il sole cala
i canti gregoriani circonfondano
le colonne e i pilastri come incenso
diventano avorio latente. Il Monte
a sud le vigne gli ulivi i cipressi
e questa chiesa romanica e franca
gemma di una più intima e santa.
SEGNALI IMPERFETTI
Il buio nella mia anima è nebbia
cosparsa di segnali fuoricorso
un silenzio che genera sussulti
senza orecchi che sappiano capirli.
RELAZIONI
Riconoscersi significa scoprirsi
comporre i passi in un cammino
che lascerà magari tracce
segnali per viandanti sconosciuti.
RIVELAZIONE
Io ti dirò chi sono a braccia aperte
come un bambino fiducioso e attento
all’essenziale. Tu sei la parabola
più bella tu sei il luogo della perla
la semplice e assoluta verità
di una sera che illumina il suo giorno.








